Ci sono parti del corpo di cui parliamo con naturalezza e altre che restano nell’ombra, spesso per imbarazzo o, più semplicemente, perché nessuno ce ne ha mai parlato. Il pavimento pelvico è una di queste. Eppure lavora per noi ogni singolo giorno: ci sostiene quando stiamo in piedi, quando ridiamo, quando solleviamo una borsa della spesa o un bambino in braccio.

Nel mio lavoro di ostetrica incontro tante donne che arrivano alla prima visita dicendomi: «So che esiste, ma non ho mai capito davvero cosa sia». Ed è proprio da qui che voglio partire, perché conoscere il proprio corpo è il primo gesto di cura che possiamo farci.

Cos’è il pavimento pelvico

Immagina un’amaca di muscoli e tessuti tesa tra l’osso pubico, davanti, e il coccige, dietro. È questo il pavimento pelvico: un insieme di muscoli e legamenti che chiude in basso il bacino e sostiene gli organi che vi appoggiano sopra, cioè vescica, utero e intestino.

Non è una struttura rigida: è dinamica. Si contrae e si rilassa di continuo, spesso senza che ce ne accorgiamo, adattandosi a ogni movimento, a ogni respiro e a ogni cambiamento della nostra vita.

A cosa serve davvero

Le sue funzioni sono molto più ampie di quanto si immagini. In sintesi, il pavimento pelvico si occupa di:

  • Sostegno: tiene al loro posto vescica, utero e intestino;
  • Continenza: contribuisce al controllo della pipì e delle feci;
  • Sessualità: è coinvolto nel piacere e nella percezione del proprio corpo;
  • Gravidanza e parto: accompagna e sostiene una delle trasformazioni più importanti;
  • Postura e respiro: lavora in squadra con diaframma, addome e schiena.

Perché ogni donna dovrebbe conoscerlo

Il pavimento pelvico cambia insieme a noi, in tutte le fasi della vita. Si modifica con il ciclo, viene messo alla prova dalla gravidanza e dal parto, risente dei cambiamenti ormonali della menopausa e può essere sollecitato da alcuni sport o dalla sedentarietà.

Conoscerlo significa avere uno strumento in più per attraversare questi passaggi con consapevolezza, invece di subirli. Non si tratta di un tema “da grandi” o “da dopo i figli”: riguarda tutte le donne, a ogni età.

I segnali da ascoltare, senza allarmismi

Ci sono piccoli segnali che vale la pena non ignorare, non perché siano motivo di preoccupazione, ma perché sono il modo in cui il corpo ci chiede attenzione. Per esempio:

  • qualche perdita di urina quando tossisci, ridi o fai sport;
  • una sensazione di peso o ingombro nella zona intima;
  • difficoltà o fastidio nei rapporti;
  • la sensazione di non svuotare bene vescica o intestino.

Voglio dire una cosa con chiarezza: questi disturbi sono comuni, ma non per questo “normali” da sopportare in silenzio. Non sono una colpa né qualcosa di cui vergognarsi. Sono semplicemente segnali, e nella maggior parte dei casi si può fare molto per stare meglio.

La buona notizia: è un muscolo, e i muscoli si allenano

Proprio perché è fatto di muscoli, il pavimento pelvico può essere conosciuto, valutato e, quando serve, riabilitato. A ogni età. Il percorso parte sempre dalla consapevolezza — imparare dove si trova e come funziona — e passa dalla respirazione, da esercizi mirati e, se necessario, da un programma costruito su misura.

Non esistono ricette uguali per tutte: ogni corpo ha la sua storia. Per questo il punto di partenza è sempre una valutazione individuale, che permette di capire cosa serve davvero a te.

Il primo passo è conoscerlo

Prendersi cura del proprio pavimento pelvico non vuol dire aggiungere l’ennesima cosa alla lista. Vuol dire ascoltarsi un po’ di più e riconoscere che anche questa parte di noi merita attenzione e gentilezza.

Se vuoi capire come sta il tuo, sciogliere un dubbio o iniziare un percorso pensato per te, possiamo farlo insieme. Puoi scoprire come lavoro nella pagina dedicata alla riabilitazione del pavimento pelvico oppure prenotare un appuntamento per una prima valutazione.

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